Bund, Bond e crisi economica, i traders dei desk internazionali stanno riposizionando con attenzione la liquidità sui principali strumenti derivati e, in particolare, sulla parte “corta” della curva dei tassi.

Buon segno per il sistema finanziario e per la onnipresente crisi economica? Da quanto ho potuto osservare in questi giorni, sul desk Fixed Income di alcuni importanti broker di Londra, molti asset manager e portfolio manager stanno sempre di più concentrando la liquidità su sistemi automatici e su strutture sintetiche tra strumenti omogenei o non omogenei.

La percezione è che la capacità di assumere rischio, trattando in modo diretto sui sottostanti e coprendo con opzioni, sta sempre di più diminuendo, imponendo ai portafogli in sofferenza, diverse regole ed exit strategy.

Tra le osservazioni che riporto, sono sempre più trattati spreads tra future, anche non omogenei in valuta, il che implica, ad esempio, uno spread anche a “gambe” multiple di bund contro bond, di decennale contro trentennale, insomma strutture sintetiche non convenzionali.

In ogni caso, il sentiment comune è sempre quello di grande difficoltà e sconforto, con le macchinette di TT che, se un anno fa suonavano eseguiti di continuo, oggi lasciano spazio ad un silenzio surreale, indice che la liquidità che si osserva tutti i giorni, in realtà è fatta solo ed esclusivamente di sistemi automatici di quotazione e di market making.

 

In ogni caso, il posizionamento prevalente è ancora quello di trattare lunghi i principali bund e bond, con insistenza sul breve periodo della curva.

Non spetta a me fare analisi economica, anche se non ci vuole un genio per apprezzare la grande incertezza che regna sovrana sui principali mercati internazionali.

Se si osserva un grafico del Bund Future, è chiaro che i movimenti di estrema volatilità che spingono le quotazioni, derivano dalle alte quotazioni del Bund che, ad ogni minima variazione di yield, provocano movimenti forti e non direzionali.

 

crisi finanziaria bund e volatilità

Dal grafico del bund si possono osservare i forti movimenti che creano volatilità, spesso poco gestibile dai traders (a tutti i livelli) a meno di non usare trading system automatici con modelli basati su regole assolutamente rigide.

A questi livelli di mercato e, con la fiammata di ottimismo derivata dal rally dei mercati azionari, il rischio si sta alzando in modo esponenziale, lasciando spazio a forti movimenti non direzionali sui principali strumenti legati al reddito fisso.